martedì 5 febbraio 2008

Herbert List: Lo sguardo sulla bellezza

La pioggia, il raffreddore e la cattiva illuminazione della mostra non mi hanno permesso di godermi al meglio la mostra di Herbert List ai musei capitolini ma nonostante questo sono diversi gli spunti che ne ho tratto.
L'aspetto che più mi è piaciuto della mostra, un po' avara di fotografie, è stata la possibilità di avere una visione generale della vita fotografica di Herbert List. L'impressione che mi ha dato è stata quella di un fotografo dalle facili infatuazioni. Dalla fotografia surrealista, alla foto che ricorda il patinato pubblicitario. Dal reportage neoralista ai ritratti.
Sono affascinanti i suoi giochi surrealisti, dove porta in fotografia le suggestioni di De Chirico e Magritte. Dove la luce gioca con gli oggetti e le ombre costruiscono il mistero. Sono decisamente poco affascinanti ai miei occhi le fotografie del periodo di Capri e quelle marittime in genere. Sono interessanti perché sembra di vedere alcune foto pubblicitarie contemporanee ma appunto per questo eccessivamente costruite con pose e luci un po' artificiali. Certo sono all'avanguardia per l'epoca.
Le foto più interessanti sono i ritratti che come sempre si misurano con le personalità raffigurate: Pasolini, Marlene Dietrich, Benedetto Croce e la fantastica Anna Magnani, ritratta in modo da far emergere in pieno il suo volto deciso.
Un'altra serie di foto interessanti sono quelle più neorealiste che ritraggono Roma e Napoli. Che svelano le persone e la loro quotidianità. Si parla quindi del reportage più puro non a caso corrispondente agli anni dell'incontro di Robert Capa e della Magnum.
Per un romano le foto di Trastevere sono imperdibili, com'è imperdibile il reportage sulla Stazione Termini vero cuore romano. Un abitante silenzioso della città, dove anime e persone ogni giorno s'incontrano e si scontrano. Bellissime le foto degli adii e degli incontri. Quei fuggevoli incontri tra sconosciuti che si sfiorano per un solo attimo nella loro vita ma che condivono comunque un istante.
Una mostra che merita di essere vista ma che non mi ha soddisfatto in pieno. Le foto infatti a volte si perdono in un'artificiosità che non ha soddisfatto il mio sguardo.

1 commenti:

Francesca ha detto...

concordo quasi su tutto.
Ammetto che le foto di capri sono le meno accattivanti, ma non le butterei via. Credo che siano un ottimo studio della forma e della luce, la pelle bagnata, le pieghe del corpo... mi sono piaciute. Sulla stazione termini... ci releggiamo più tardi su Pantesilea! :P
baci