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giovedì 16 ottobre 2008

Kind of Blue compie 50 anni

Non e' semplice per me descrivere la musica, le emozioni e le sensazioni che mi trasmette. Posso solo dire che Kind of Blue e' il primo album Jazz che ho comprato, da li' ho scoperto tutto il resto e ogni volta che lo riascolto lo trovo familiare e confortante, un buon disco in cui rifugiarsi...strano a dirsi.

E' d'obbligo elencare la formazione:

Miles Davis - tromba
Julian "Cannonball" Adderley - sax contralto, ad eccezione di Blue in Green
John Coltrane - sax tenore
Wynton Kelly - pianoforte, soltanto in Freddie Freeloader
Bill Evans - pianoforte
Paul Chambers - contrabbasso
Jimmy Cobb - batteria

So What e' un classico e il brano che preferisco, mi sembra giusto celebrare i 50 anni di questo album con lei...

sabato 9 febbraio 2008

"The Black Saint and The Sinner Lady"


Avevo deciso di acquistare un cd jazz. Vado da Feltrinelli armato di una short list: Eric Dolphy Out of Lunch, Wayne Shorter Juju, Charles Mingus The Black Saint and The Sinner Lady. La scelta si era ristretta a questi tre nomi e titoli perché volevo sondare ancora novità nel panorama classico del Jazz. Di Dolphy mi affascina il suo polistrumentismo e il fatto che troppo spesso ho incontrato il suo nome nelle mie ricerche e letture. Di Shorter ovviamente è il suo sax, troppo legato a Coltrane per passare inosservato. Di Mingus mi incuriosice la sua personalità e il fatto che ogni suo frammento di musica che ho ascoltato mi ha rapito. Come al solito il mio personale "studio" del Jazz è guidato da strane sensazioni e impressioni. E' un puzzle guidato dalla mancanza di conoscenza teorica ma ricco della volontà di assaporare in pieno la musica.
Vorrei ascoltare tutti e 3 ma purtroppo il primo non c'è e decido di ascoltare dei frammenti degli altri 2. Forse è contrario allo spirito dell'ascoltare attento ma ascolto la loro musica sulle cuffie del negozio e mentre Shorter è coinvolgente Mingus mi rapisce e non mi fa avere dubbi.
A casa inizio ad ascoltare il disco e vengo travolto. La musica, che ancora suona nella mie orecchie, è qualcosa di straordinario. Parte dalla tradizione delle Big Band ma va oltre ed è come se racchiudesse tutto. Ogni volta vengo stupito dalla richezza della musica, di quanto possa aver detto molto così tanto tempo fa, di come le radici e le tradizioni siano rielaborate continuamente e siano dei punti di partenza per viaggi verso il futuro. L'energia dei suoni è qualcosa di indescrivibile a parole. E' amore a primo ascolto. Come al solito mi ci vorranno diversi ascolti per assaporarlo tutto e in pieno poiché la musica è ricca, è piena, in alcuni momenti è satura di suoni.
Bene sono soddisfatto, il mio istinto da inesperto non mi ha tradito, di nuovo aggiungerei. A questo punto devo cominciare a pensare che forse è giusto così. Segui l'istinto e costruisci il tuo puzzle musicale e vedrai che ogni momento di ascolto sarà soddisfacente.

"Touch my beloved's thought while her world's affluence crumbles at my feet." Dalla copertina del disco.

venerdì 23 novembre 2007

Esperanza Spalding

Ho scoperto Esperanza Spalding sfogliando il programma di Umbria Jazz 2007. Dopo aver ascoltato il suo album Junio mi sono morso le mani per aver perso la sua esibizione live a Perugia e anche a Roma. L'ho scoperta troppo tardi.
Esperanza è una contrabbassista e cantante Jazz nata nel 1984. Pizzica il suo basso in modo dolce e delicato ma deciso. T'incanta con la sua voce che gioca con lo strumento e con le armonie della sua musica. E' una promettente stella del Jazz.
Consiglio di visitare il suo spazio su My Space per ascoltare la sua musica. Navigando su YouTube ho trovato anche un suo video che inserisco in coda al post.

mercoledì 31 ottobre 2007

A Love Supreme

Ascolto la musica di pancia, non ho gli strumenti per giudicarla da un punto di vista teorico-musicale. Non ho mai suonato uno strumento, quindi la musica mi deve rapire, anche se gradualmente mi deve portare all'emozione. Con John Coltrane è stato amore al primo ascolto. L'ho sentito di pancia, ho sentito subito le vibrazioni della sua musica. Con i numerosi ascolti è arrivato anche alla testa. Lui ha portato nel mio ascolto di musica brividi ed emozioni. Quando ascolti un album come A Love Supreme e ti ritrovi gli occhi lucidi la sensazione è straordinaria, non ti rendi conto di quanto la musica ti entra nel sangue.
Lui è stato la mia chiave per il Jazz. Prima c'è stato John Coltrane e poi è venuto tutto il resto: Davis, Monk, Coleman, Jarrett, il non ancora digerito Bill Evans e tanti altri. Per chi come me il jazz lo apprende dall'ascolto, il godimento non finisce mai, ogni ascolto è novità, è stupore. Non c'è mai ripetizione.

"Per un certo periodo sono stato il figlio che ascoltava la musica per cercare di capire il padre. Poi sono diventato un musicista che ascoltava John Coltrane per capire la musica". Ravi Coltrane