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lunedì 21 gennaio 2008

Ugo Mulas. La scena dell'arte

Ugo Mulas al Maxxi. Scoperto per caso ma ti affascina e rapisce all'istante. E' bello l'allestimento della mostra e sono numerose le fotografie che si ha il piacere di vedere. Si attraversano le linee luminose che partendo dalla parete proseguono sul pavimento e si cammina nel tempo, nella storia dell'arte che parte dagli anni 50 fino agli 70. Si osservano i mutamenti dell'arte di quegli anni attraverso la Biennale di Venezia. Conosco poco dell'arte italiana di quel periodo ma è affascinante vedere gli artisti all'opera che all'allestiscono le loro sale. Gli artisti che vivono il tempo libero tra loro. Si respirano gli artisti di quel periodo attraverso le foto di Ugo Mulas.
Sono fotografie che entrano nella scena. Sono invadenti con discrezione. Invadono gli spazi degli artisti ma è come se non ci fosse l'occhio della fotografia a guardarli.
L'altra grande sezione della mostra è dedicata ai ritratti. Ritratti di collezionisti (bellissimi ed emozionanti i ritratti dedicati a Peggy Guggenheim), critici d'arte (come il fantastico ritratto "segnaletico" di Achille Bonito Oliva), artisti stranieri e italiani. La forza dei ritratti di Mulas sta nel cogliere l'artista nel suo ambiente. E' la composizione di questi ritratti che colpisce, sembra comunicare direttamente lo spirito dell'artista, il suo essere. Come con Fontana tagliato come le sue tele o con De Chirico, austero e distante. Sono profili, biografie e non semplici ritratti. E' ovvio poi che lo spessore dei personaggi fotografati è notevole: Schifano, Fontana, Giacometti, Morandi, Mimmo Rotella, Piero Manzoni.
Ugo Mulas è un fotografo che sembra essere vissuto nell'arte, dell'arte e nelle opere d'arte. Coglie gli attimi della creazione e della riflessione sull'arte. Bellissima la foto che ritrae Man Ray che osserva con attenzione un'opera d'arte contemporanea durante una mostra. Quasi emozionante la sequenza fotografica che ritrae Lucio Fontana nell'atto di tagliare la tela.
E' una piacevole sorpresa questa mostra. E' un dispiacere non conoscere a fondo quest'arte italiana, così ricca di personalità affascinanti, di certo approfondirò la conoscenza. Si nota scorrendo le foto della Biennale che probabilmente l'arte italiana si è un po' persa. La conosco poco ma sembra che si siano perse quelle personalità così affascinanti.

venerdì 18 gennaio 2008

Restauro clandestino


Navigando su artsblog ho scoperto gli Untergunther, un collettivo di architetti, storici dell’arte e restauratori che hanno una particolarità: sono clandestini. Si definiscono esploratori urbani e s'introducono clandestinamente nei monumenti parigini per restaurarli o restaurare oggetti d'arte. Agiscono al di fuori della legge e infatti sono stati processati ma assolti con l'invito a non ripetere le loro azioni "criminali".

Il loro obiettivo sembra essere quello di restituire alla cultura parigina e francese oggetti e opere d'arte dimenticate. Hanno restaurato un orologio modello Wagner del 1850 e poi lo hanno restituito funzionante all'amministratore del Pantheon che li ha denunciati perché si sono introdotti nel Pantheon. Il gruppo è stato assolto.

Sono un gruppo clandestino che s'introduce dove l'accesso è per i soli addetti ai lavori, si muove di notte e si muovono in piccolo gruppi che cambiano ogni volta. Ci sono poche altre notizie su di loro. Ho trovato un articolo che parla di loro sulla Gazzetta del Mezzogiorno e molti blog li citano e ne parlano.

Ne ho voluto parlare anche io perché apprezzo queste cose. Mi piace l'arte e mi piace che venga preservata a prescindere da logiche politiche e di mercato. E' venerdì e non voglio pensare male quindi ben vengano queste azioni clandestine se portano qualcosa di buono alla società, sopratutto perché mi sembra che ce ne sia veramente bisogno.

giovedì 29 novembre 2007

Francis Bacon...Francesco Bacone

Sono di pessimo umore e volevo qualcosa che rappresentasse il mio stato d'animo. Il primo artista che mi è venuto in mente è stato Francis Bacon, non so perché. Mi è venuto in mente uno dei suoi dipinti (quello che si vede in figura). Cercando info sul pittore ho scoperto un caso di omonimia con il filosofo inglese Francesco Bacone in inglese Francis Bacon. La coincidenza continua perché ho trovato alcune citazioni del filosofo che mi piacciono molto. Le coincidenze nell'era del web 2.0 diventa post. Di seguito le citazioni di Francesco Bacone.

"Alcuni libri devono essere assaggiati, altri trangugiati, e alcuni, rari, masticati e digeriti."

"È meglio non avere alcuna opinione di Dio, che averne una indegna di lui."

"Se un uomo parte con delle certezze finirà con dei dubbi; ma se si accontenta di iniziare con qualche dubbio, arriverà alla fine a qualche certezza."

martedì 23 ottobre 2007

Edward Hopper

Se potessi esprimerlo con le parole non ci sarebbe nessuna ragione per dipingerlo.

martedì 18 settembre 2007

Kubrick apre il Palazzo delle Esposizioni


Ho pensato a diversi modi per aprire il mio blog. Il post di apertura di solito è un modo per rompere il ghiaccio o per dichiarare i propri intenti. Non sono però riuscito a scrivere niente del genere e quindi ho deciso di andare al sodo e cominciare a raccontare, raccontare un evento che ha una duplice importanza per me.

Il 6 ottobre riapre il
Palazzo delle Esposizioni. Finalmente. Dopo la sua chiusura eravamo rimasti un po’ orfani, avevamo perso un punto fermo nella proposta di arte a Roma. Ad aumentare la gioia per la riapertura del Palazzo è anche una delle mostre scelte: “Stanley Kubrick”. Una mostra interamente dedicata al mio regista preferito, un autore che riesce a comunicare con le immagini in modo straordinario.

Il mio consiglio è quello di visitare la mostra per ritrovare finalmente il Palazzo delle Esposizioni e per scoprire o approfondire la conoscenza su Kubrick. Dalle premesse la mostra sembra essere molto interessante e permette per di vedere tra le altre cose anche il materiale preparatorio e tecnico proveniente dagli archivi dello Stanley Kubrick Estate, resi accessibili per la prima volta in quest’occasione.

In concomitanza con la mostra è stato realizzato un catalogo, con un’introduzione di Martin Scorsese ed è stata organizzata una retrospettiva cinematografica che si svolge nel Cinema del Palazzo delle Esposizioni.