venerdì 22 ottobre 2010

Inception di Christopher Nolan

Alla base del film c' è l'Idea, come viene concepita, trasmessa e sognata. Un concept sufficiente a creare il film, l'azione, la fantascienza e il melodramma. C'è molta azione resa ancora più d'impatto perché realizzata soprattutto con effetti visivi e non speciali, come un set che ruota a 360 gradi. Un vortice d'inseguimenti e suspence dove la colonna sonora di Hans Zimmer è mozzafiato.Una storia complessa che è spiegata alla perfezione, non è un film si avvolge su stesso rendendo la storia poco chiara ma gli intrecci si sciolgono alla perfezione supportati da un buon montaggio.
In questo film si costruiscono sogni. La creazione dei sogni è fatta in team e non da una sola persona, questo rende il film una riflessione sul cinema. Dopotutto il cinema è la macchina dei sogni e anche se c'è sempre qualcuno al comando è il lavoro di gruppo che rende tutto un prodotto unico e finito.
Questo film conferma le ottime capacità del suo capofila, uno dei migliori registi della sua generazione, che riesce a coniugare cinema d'autore e cinema di massa. I suoi film sono godibili a diversi livelli di lettura, si possono godere come film d'azione, come film psicologici e come riflessioni sull'uomo, sui sogni, sulla mente e sugli scherzi che essa può fare.
Inception coniuga l'azione ad alto budget del Cavaliere Oscuro con le riflessioni sulla mente di Memento, è un gioco alla The Prestige ed è oscuro come Following.
Il film è un gioco di rimandi dove il sogno è rappresentato in modo razionale perché non sempre l'attività onirica è visionaria ma può essere una razionale irrazionalità. Il sogno di Nolan è diverso dal sogno di Lynch, è meno visionario ma non meno inquietante. In Nolan c'è il tentativo di mantenere sotto controllo il subconscio mentre il Lynch il subconscio prende il controllo, prende il sopravvento. Due punti di vista sul subconscio, una visione del cinema dove trovare sempre soddisfazione.

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