lunedì 25 agosto 2008

Gomorra di Roberto Saviano


Un racconto agghiacciante che sembra un romanzo ma in realtà è una sorta di biografia. In parte è una biografia dell'autore la cui vita e infanzia ogni tanto emergono dalle righe della narrazione. E' una biografia dell'Italia di oggi, di quell'Italia che vive nell'illegalità, un'Italia sempre troppo nascosta. E' una biografia della Camorra e dei suoi boss, dei lori crimini ma sopratutto dei loro affari. Non ha la pretesa di essere un'inchiesta ma vuole essere un racconto.
Saviano scrive bene e le parole scritte sulla carta sono racconti tracciati nella carne di una terra che gli appartiene nel profondo ma allo stesso tempo è una terra che gli crea un senso di nausea. Saviano non rinnega le sue origini ma tradisce lo spirito dei giovani di quei luoghi, giovani che cercano di farsi una posizione sposando la criminalità o meglio sposando l'economia criminale.
Quello che più stupisce del racconto è quanto questa economia sia fiorente, organizzata e ben radicata non solo nel Sud Italia. C'è tutta l'Italia in quell'economia e il Sud è solo il punto di arrivo e di partenza di ogni attività criminale. Il Sud si sporca le mani ma lo sporco proviene da tutte le parti.
Saviano racconta tutto con uno stile scorrevole. In alcuni punti si perde in numerosi elenchi di nomi che non fanno altro che sottolineare e rafforzare l'enormità di quello che viene raccontato. I capitoli del libro hanno tutti una loro anima, una loro storia e dei personaggi. Boss intellettuali e camorissisti che vivono come al cinema. Ragazzini che vogliono emergere. Storie di donne di potere e di uomini che hanno il coraggio di dire no e di mollare tutto per rimanere senza nulla.
Un racconto amaro, doloroso, commovente mai rilassante. Non ci sono momenti di distensione. Ogni parola, ogni frase e tesa come una corda. Un libro da leggere assolutamente. Il confronto con il film è quasi inutile. Il film ha preso il succo del libro ne ha tirato fuori l'atmosfera e alcuni personaggi. Sono due strumenti complementari anche se il libro scava dentro e lascia un solco che difficilmente si può richiudere.
Sono tante le pagine e le frasi che andrebbero citate, sono tante le storie che s'intrecciano. Saviano e coraggioso e non ci sta. Non vuole stare in silenzio. Vuole parlare...
Io so e ho le prove. Io so come hanno origine l'economia e dove prendono l'odore. Le prove sono inconfutabili perchè parziali, riprese con le iridi, raccontate con le parole e temprate con le emozioni rimbalzate su ferri e legni.
Porsi contro i clan diviene una guerra per la sopravvivenza, come se l'esistenza stessa, il cibo che mangi, le labbra che baci, la musica che ascolti, le pagine che leggi non riuscissero a concederti il senso della vita, ma solo quello della sopravvivenza. E così conoscere non è più una traccia di impegno morale. Sapere, capire diviene una necessità. L'unica possibile per considerarsi ancora uomini degni di respirare.

sabato 9 agosto 2008

Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan


Il nuovo Batman di Christopher Nolan è decisamente superiore a Batman Begins come probabilmente è superiore ai capitoli conclusivi di Joel Schumacher della precedente serie. Con questo nuovo capitolo compete con i bellissimi episodi di Tim Burton. Tim Burton aveva con intelligenza, eleganza e humour grottesco portato sullo schermo le tavole del fumetto. Quello di Burton si può ormai definire un classico e proprio per questo motivo rimane sempre un termine di confronto ma diventa anche un esempio da superare.
Nolan gioca su un nuovo livello e rende il confronto quasi impossibile. Il "nuovo" Batman di Nolan è cinematografico, nasce al cinema e si alimenta dei generi cinematografici. Il fumetto è forse un'ispirazione per la nuova serie ma non è una parte determinante. Il gangster movie e il raffinato cinema d'azione sono le fonti d'ispirazione principali. E' un Batman che vola ma è reale. Non abbiamo a che fare con un supereroe e con dei villain grotteschi ma c'è la criminalità, la mafia, la morte e il dolore. I cattivi sono pazzi criminali tormentati dal dolore.
Batman stesso è una figura negativa, osteggiata da tutti. Un eroe che non si può definire tale. Una doppia identità che gli va stretta e che lo fa soffrire. Lo fa soffrire al tal punto che cerca di emanciparsi dalla lotta contro il crimine e cerca un sostituto più istituzionale. Il confronto tra il giustiziere mascherato e il giustiziere in giacca e cravatta (Harvey Dent) è affascinante. E' interessante il tema della giustizia legale e di quella "illegale".
Ovviamente la vera forza del film sta nel personaggio di Joker. Si è parlato e scritto molto su questo personaggio. Si è cercato di paragonarlo a quello di Jack Nicholson, ma come il Batman di Burton e di Nolan sono difficilmente paragonabili anche i 2 joker lo sono. Quello di Heath Ledger è una straordinaria prova d'attore, una trasformazione e un'immedesimazione che fanno venire i brividi. Il Joker di Ledger è pura follia, è caos e anarchia. Il Joker di Nicholson è un dandy pazzo e pericoloso, ricco di stile e di humour nero. Non riesco a sceglierne uno dei 2, anche se il Joker di Ledger riempie lo schermo ed è veramente agghiacciante. In alcune scene, come quella dell'ospedale, il film con lui raggiunge vette altissime. Era molto tempo che al cinema non si vedeva un villain di questo livello.
C'è un'altra grande protagonista in questo film: è Gotham City. Città sempre ai margini della legalità, dalla criminalità dilagante. Una città sfiancata, popolata di persone terrorrizzate. Nolan riesce a creare un'atmosfera d'incertezza in questa città che fa perfettamente da sfondo al racconto del film, ai criminali e ai giustizieri.
Anche dal punto di vista stilistico Nolan supera il suo Batman precedente. Fantastiche riprese aree, piani sequenza da brivido e una sequenza iniziale da spavento con la rapina da parte di Joker alla banca della Mafia. La colonna sonora decisamente elegante e poco invadente confeziona un film notevole, decisamente al di sopra della media dei film del genere e della produzione hollywoodiana contemporanea. Tutto questo conferma Nolan un regista che alterna film d'autore e blockbuster senza perdere il suo smalto e la sua intelligenza.